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Gertrud Lutz Schlotterbeck
Gertrud nacque a Stoccarda, nel 1910, in una famiglia operaia cui componenti iniziarono a subire persecuzioni fin dall'avvento nazionalsocialismo. Dopo di allora, Gertrud, fu arrestata una prima volta, passando tre anni fra carcere e campo di concentra-mento. Quando fu rilasciata, riprese l'attività clandestina, senza interromperla neanche quando - nel 1942 - diventò madre di una bambina e il marito mori sul fronte di Stalingrado. Fu arrestata dalla Gestapo nell'estate del 1944, insieme a tutta la sua famiglia. Durante l'arresto, le venne strappata la bambina e ucciso suo fratello. Gertrud fu giustiziata il 30 novembre 1944 nel campo di concentramento di Dachau, insieme al padre, alla madre, alla cognata e a cinque amici di famiglia.
Cari Alma e Otto,
oggi mi rivolgo a voi! Si tratta della mia bambina, e non posso rivolgermi ai miei parenti perché non ne so nulla. Dal 10 giugno mi trovo qui in carcere. Non sono in grado di sapere quanto tempo questa misura si pro-trarrà. La piccola Wilfriede mi fu tolta immediatamente il 10 giugno e condotta all'asilo NSV a Waiblingen. Non dimenticherò mai il pianto straziante della piccola quando mi fu portata via da mani estranee. È ben possibile che la bambina dovrà un giorno sacrificare a questi tempi anche la madre. lo vorrei provvedere per questa eventualità. Vi prego dunque, se dovesse succedere il peggio, occupatevi voi della bambina, siate per lei padre e madre, educatela per farne una brava persona. Ma un giorno, quando avrà raggiunta l'età della ragione, non dimenticate mai di raccontare alla nostra bambina la vita e la morte dei suoi genitori. Auguro alla mia bambina un'esistenza più felice di quanto finora non sia stata la mia. Che la vita non la colpisca mai come ha colpito me. Per me la bimba è stata una felicità indicibile, specialmente dopo che mi era giunta la crudele notizia della morte di Walter. Oggi la piccola mi procura un dolore tremendo. Sarebbe forse meglio che non mi fosse stata regalata mai. Che il mio cuore sia pieno di amarezza, forse lo com-prenderete, forse no. Che possiate stare bene.
Con tanti affettuosi saluti
la vostra Trudel
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