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Mario De Martis

Di anni 23 - studente in lettere - nato a Sassari i1 zo settembre 10zo -. Tenente pilota, è sorpreso l'8 settembre 1943 nei pressi di Grosseto, mentre tornava da una missione, da militari tedeschi e fatto prigioniero - riuscito ad evadere raggiunge Roma - entra a far parte del Battaglione « Hazon», Banda «Napoli», con le mansioni di aiutante maggiore - svolge azioni di sabotaggio, di raccolta e distribuzione di materiale clandestino - Arrestato il 28 mar-20 1944 in Piazza della Liberta a Roma, da elementi della gestapo, in seguito al tranello tesogli da una spia entrata nelle file cospirative - tradotto nelle celle di Via Tasso - piú volte torturato - trasferito il 23 aprile 1944 nelle carceri Regina Coeli - Processato il 9 maggio t944 dal Tribunale Militare tedesco - Fucilato alle ore ro del 3 giugno 1944, vigilia della liberazione di Roma, sugli spalti del Forte Bravetta (Roma), da plotone della par (Polizia Africa Italiana), con Fortunata Caccamo e altri quattro partigiani.


(Nota di diario scritta nelle celle di via Tasso in Roma).
10 aprile 1944.
Dopo 14 giorni, inizio questo mio diario sperando in cuor mio di terminarlo presto per la riconquistata della libertà. Di questi 14 giorni vissuti nel carcere delle ss di via Tasso, molte e molte cose potrei dire, ma preferisco tralasciare e prendere in considerazione solamente quanto succederà d'ora in avanti. Inizierò col parlare della mia cella. Essa è situata al secondo piano ed è contraddistinta col n. 5: un termosifone eternamente spento, una lampadina eternamente accesa, una porta ed una finestra insistentemente chiuse, quest'ultima naturalmente murata. Vi sono inoltre due panche di legno che servono da duro letto per 2 degli inquilini che sono designati dalla maggiore permanenza in questo inaccessibile luogo in cui è tanto facile entrare quanto difficile uscire. Qui è giocoforza trascorrere tutte le interminabili ore del giorno e della notte e di queste ore contare i minuti primi ed i minuti secondi, uno ad uno. La vita trascorre cosí monotona ed uniforme: al giorno succede la notte ed a questa un nuovo giorno. Colle prime luci dell'alba e col primo sole apriamo gli occhi e con gli occhi il cuore alle speranze. I4* speranza inutile oggi.

(Scritto sul tergo di una propria fotografia).
Regina Coeli, 10.5-I944
Mamma adorata, 24 ore fa sono stato condannato a morte dal Tribunale Militare di Guerra Germanico. Ho il solo grande dolore di non poterti nemmeno riabbracciare! Perdonatemi, tu e babbo, se talora vi ho fatto adirare. Ma sappiate che mal come ora vi voglio bene e vi ringrazio di quanto avete fatto per me.
Un bacio forte forte dal vostro Mario

(Lettera scritta alla famiglia Granata che lo ospitò a Roma)
Regina Coeli, I2.5.I944
Gent.ma Signora, corte avrete saputo, in data 9 c. m. sono stato condannato a morte dal Tribunale Militare Tedesco: a quest'ora forse la sentenza già viene portata alla firma del generale Kesselring: dopo di che giustizia sarà fatta.
Tante e care cose vorrei dirvi in questa mia lettera, ma non so ora nemmeno da che parte iniziare. La cosa piú importante ad ogni modo è quella di darvi un incarico che sono certo, per quanto gravoso esso possa essere, non mi rifiuterete. Quando la guerra sarà terminata, quando finalmente ognuno sarà libero di fare quanto piú gli piaccia, informate la cara mamma mia e colei che avrei dovuto far felice, Lalla, della sorte toccata a me: dite loro che niente mi tratterrebbe e mi ha trattenuto in vita che il desiderio di farle sempre sorridere e alleviarle da ogni e qualsiasi dolore. Mamma e babbo mi perdonino se talora ho dato loro dei dispiaceri: mi illudevo di far loro dimenticare tutto nel prosieguo della mia esistenza. Se ciò non si è verificato, non è causa di mancanza di buona volontà da parte mia, ma piuttosto di interventi di agenti esterni e di un destino avverso contro cui è inutile lottare. Mi hanno insegnato a vivere e mai come ora mi accorgo di aver fatto tesoro dei loro efficaci insegnamenti. Io sono calmissimo ed attendo il giorno stabilito come se in esso si trattasse di dover acquistare la libertà: vorrei che voi mi vedeste perché possiate convincervene di persona e perché vorrei consegnarvi qualcosa per la mamma stessa e per Lalla. A Lalla auguro ogni felicità: è veramente una ragazza sfortunata perché sarebbe dovuta essere sufficiente la perdita dei genitori, ma sarà altrettanto forte come il suo Mario per questo nuovo colpo. Se le spie (tale è la mia imputazione) hanno... un penitenziario a parte, forse non la rivedrò piú, altrimenti potrò nuovamente riabbracciarla e forse raggiungere con lei la felicità negatami ora. Ed ora lasciamo andare i pensieri dei cari lontani che non hanno come conseguenza altro che un dolore interno ed una lacrima agli occhi, per parlare di cose piú... vicine. Voi vi sarete già rimessa dalla vostra malattia e mi auguro pertanto che possiate stare bene, cosí come Anna e Teresa. A queste due cuginette un bacio e un abbraccio affettuoso. E quella signorina che io chiamavo per il suo portamento austero «la zarina» [il Maggiore Lazzarino Dessy, Comandante del Battaglione «Hazon»; La frase che segue vuole significare che non hanno parlato e che il Maggiore Dessy può proseguire il lavoro senza timore] - N. d. R.], come sta? Anche lei si sarà completamente ristabilita. Ditele che la ricordo sempre con riconoscenza e con simpatia e che sarei felice se la sapessi calma e tranquilla: ora non ci sono piú io per darle fiducia durante gli allarmi, ma penso che bombe in Città non ne cadranno piú. I miei compagni condannati sperano in una grazia. Qui si dice che possa molto l'intervento del Papa ed una petizione al Maresciallo Kesselring. Ma chi sa? Ad ogni modo vi prego nuovamente di cercare di ottenere un colloquio che, data la condanna, non dovrebbe essere difficile. Vi giungano graditi i miei piú affettuosi saluti, che estenderete a vostro marito, a Teresa e ad Anna.
Mario

Caro Zio, tra una mezz'ora saremo fucilati tutti e sei. Il mio pensiero corre ora a Voi ed alla cara mamma che il destino non ha voluto dovessi riabbracciare. Sarete voi ad avvertirli ed a dire loro che li aspetterò altrove. Saluti tanti tanti e baci a tutti dal vostro Mario

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